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Attiva per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 Aggiornato al 5 ottobre 2026

Iperammortamento 2026: quali software rientrano davvero (e perché il tuo sito no).

Se stai cercando Transizione 5.0, il nome ufficiale MIMIT è oggi «Nuovo Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento»: non è un semplice cambio di etichetta, è una misura nuova istituita dai commi 427-436 della legge di bilancio 2026, che sostituisce i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Il software è agevolabile, ma dentro un elenco a maglie strette e con una condizione, l’interconnessione, che va progettata dall’inizio. Qui trovi cosa rientra, cosa no e cosa serve per dimostrarlo.

Prima cosa: il nome è cambiato

Il MIMIT lo scrive senza giri di parole: l’Iperammortamento è «la nuova misura con cui, in continuità con i Piani Transizione 4.0 e 5.0, si sostiene il processo di trasformazione digitale ed energetica del sistema produttivo nazionale», e interviene «in sostituzione dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0».

Cambia anche il meccanismo, e non è un dettaglio: non è più un credito d’imposta ma una maggiorazione del costo deducibile. Il vantaggio si realizza in dichiarazione dei redditi, non con un accredito.

Cosa rientra e cosa no, dalla parte del software

L’elenco dei beni immateriali è intestato a «software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione digitale delle imprese». È prevalentemente industriale, ma alcune voci riguardano davvero il lavoro di un fornitore digitale.

RientraNon rientra
Sistemi di gestione della supply chain, anche per e-commerceSito web aziendale
Piattaforme di logistica con integrazione dei serviziLanding page e pagine di vendita
Cybersecurity con monitoraggio continuo e detection and responseSEO e posizionamento
Intelligenza artificiale generativa applicata a processi e documentazioneCampagne pubblicitarie e advertising
Agentic AI per orchestrare flussi di lavoroGrafica e contenuti
Process mining per mappare e ottimizzare i processiSocial media
Piattaforme low-code e no-code per automazioni e dashboard operative—

Detto chiaramente

Nell’elenco dei beni immateriali non compare nulla su siti web, landing page, SEO o advertising. Se un fornitore ti dice che il tuo sito rientra nell’Iperammortamento, ti sta esponendo a un problema in sede di controllo. La parte del nostro lavoro che può rientrare è quella legata ai processi e ai sistemi, non quella legata alla comunicazione.

Le tre condizioni che decidono l’ammissibilità

  • Interconnessione. La legge richiede che i beni siano «interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura». È il requisito più delicato da dimostrare: un software isolato, che non scambia dati con i sistemi aziendali, difficilmente regge. Va progettato così dall’inizio, non adattato dopo.
  • Comunicazione preventiva al GSE. L’accesso passa interamente da una procedura telematica al GSE, con piattaforma operativa dal 12 giugno 2026: una comunicazione preventiva per ciascuna struttura produttiva, con tipologia e ammontare degli investimenti e data prevista di interconnessione; una comunicazione di conferma, con data e importo del pagamento con cui gli acconti raggiungono il 20% del costo di ciascun bene (piattaforma attiva dal 21 luglio 2026); e una comunicazione di completamento dopo l’avvenuta interconnessione, in ogni caso entro il 15 novembre 2028. La comunicazione di conferma va inviata entro 60 giorni dalla notifica dell’esito positivo della comunicazione preventiva. Se le comunicazioni non arrivano nei termini, la procedura non si perfeziona e il beneficio non si ottiene (decreto interministeriale 7 maggio 2026, art. 3).
  • Prova documentale. Il MIMIT indica che «l’effettività e la conformità degli investimenti sono comprovate da una perizia tecnica asseverata e da una certificazione contabile». I due documenti sono cumulativi, non alternativi, e sono entrambi a pagamento: su investimenti piccoli vanno messi nel conto della convenienza.

Il Paese di produzione non conta più. La prima versione del comma 427 della legge 199/2025 limitava l’agevolazione ai beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. L’articolo 7 del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88, ha soppresso il vincolo per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026. Se leggi ancora del requisito «made in UE», è un’informazione superata.

Quanto vale

Il decreto interministeriale del 7 maggio 2026, che attua la legge di bilancio 2026, determina il beneficio nella misura del 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni, del 50% oltre 10 e fino a 20 milioni (art. 4). Le percentuali valgono per tutti gli investimenti agevolabili, beni materiali dell’Allegato IV e beni immateriali dell’Allegato V: per il software non è prevista un’aliquota diversa.

Il vantaggio non arriva tutto nell’anno dell’acquisto: è una maggiorazione del costo «con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria», quindi si distribuisce lungo il piano di ammortamento del bene. Conta ai fini delle imposte sui redditi dal periodo d’imposta in cui trasmetti la comunicazione di completamento, se il bene è entrato in funzione entro lo stesso periodo.

Un esempio semplificato: su un software interconnesso da 50.000 euro, la maggiorazione del 180% aggiunge 90.000 euro al costo deducibile. Ai soli fini IRES, con l’aliquota ordinaria del 24%, il risparmio d’imposta teorico è di 21.600 euro. Si distribuisce lungo il piano di ammortamento e si realizza solo se l’impresa ha reddito imponibile sufficiente; l’IRAP non è interessata. Il valore reale per la tua impresa lo calcola il tuo commercialista.

Chi resta fuori: il comma 428 esclude le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale (anche solo con procedimento in corso), e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del d.lgs. 231/2001.

Cosa facciamo noi, e cosa no

Realizziamo la parte software dell’investimento e la progettiamo perché sia effettivamente interconnessa ai sistemi aziendali: è l’aspetto su cui si gioca l’ammissibilità e va deciso prima di scrivere una riga di codice. Prepariamo la documentazione tecnica di nostra competenza.

Quello che non facciamo: la perizia asseverata spetta a un tecnico abilitato, la certificazione contabile e la valutazione fiscale al tuo commercialista. Non promettiamo l’esito e non firmiamo documenti che non ci competono. Se il tuo progetto non regge il requisito di interconnessione, te lo diciamo prima di iniziare.

Se il software fa parte di un investimento più ampio in macchinari o hardware da finanziare con la banca, guarda anche la Nuova Sabatini 2026: è una misura distinta, con un contributo calcolato sugli interessi del finanziamento. Le scadenze dei bandi che finanziano il digitale, con data e ora, sono nel calendario dei bandi in scadenza.

Piattaforme e gestionali che abbiamo già realizzato

Due esempi documentati del tipo di software che sviluppiamo, non attestazioni di progetti finanziati con questa misura. Se un progetto rientra lo stabiliscono le spese ammissibili del testo ufficiale, e lo verifichiamo caso per caso prima del preventivo.

Se sai già cosa ti serve, guarda i gestionali su misura — strutture ricettive, affitti brevi e case vacanza, agenzie immobiliari, ristoranti, academy e corsi, scuole paritarie e e-commerce — oppure l’e-commerce su misura. Le spese ammissibili cambiano da una misura all’altra: prima del preventivo le controlliamo sul testo ufficiale.

Domande frequenti

Che fine ha fatto Transizione 5.0?

È stata sostituita. Il MIMIT scrive che l'Iperammortamento è "la nuova misura con cui, in continuità con i Piani Transizione 4.0 e 5.0, si sostiene il processo di trasformazione digitale ed energetica del sistema produttivo nazionale", e che interviene "in sostituzione dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0". Se stai cercando Transizione 5.0, la misura che ti riguarda oggi si chiama così.

Quanto dura la finestra?

L'agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. È una finestra lunga: a differenza dei voucher camerali non c'è una corsa di pochi giorni, ma questo non toglie che la perizia e la documentazione richiedano tempo.

Il software rientra?

Sì, ma dentro un perimetro preciso. La misura riguarda beni materiali e immateriali strumentali nuovi ricompresi negli allegati alla legge n. 199/2025, che sostituiscono e aggiornano i vecchi allegati della legge 232/2016. L'elenco dei beni immateriali è intestato a software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione digitale: è un elenco a maglie strette e prevalentemente industriale.

Il mio sito web o le campagne rientrano?

No, e conviene saperlo subito. Nell'elenco dei beni immateriali non compare nulla che riguardi siti web, landing page, SEO o advertising. Chi ti dice il contrario ti sta esponendo a un problema in sede di controllo. Rientrano invece piattaforme e sistemi legati ai processi: gestione della supply chain anche per e-commerce, logistica integrata, cybersecurity con monitoraggio continuo, intelligenza artificiale generativa e agentica applicata ai processi, process mining, piattaforme low-code per automazioni operative.

Qual è la condizione più delicata da dimostrare?

L'interconnessione. La legge richiede che i beni siano "interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura": non basta che il software sia nuovo e utile, deve dialogare con i sistemi aziendali. Un gestionale isolato che non scambia dati con nulla difficilmente regge questo requisito.

Che documenti servono?

Il MIMIT indica che "l'effettività e la conformità degli investimenti sono comprovate da una perizia tecnica asseverata e da una certificazione contabile". Sono due documenti che costano tempo e denaro: vanno messi in conto nella valutazione di convenienza, soprattutto su investimenti piccoli.

Quanto vale il beneficio?

Il decreto interministeriale del 7 maggio 2026, che attua la legge di bilancio 2026, determina il beneficio nella misura del 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni, e del 50% oltre 10 e fino a 20 milioni (art. 4). Le stesse percentuali valgono per i beni materiali e per il software. È una maggiorazione del costo deducibile, non un contributo in denaro: il vantaggio si realizza in dichiarazione, ai soli fini delle imposte sui redditi, non sul conto corrente.

I beni devono essere prodotti nell'Unione europea?

No, non più. La prima versione del comma 427 della legge 199/2025 limitava l'agevolazione ai beni prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo. L'articolo 7 del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88, ha soppresso il vincolo per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026.

Voi cosa fate?

Realizziamo la parte software dell'investimento e la progettiamo perché sia effettivamente interconnessa ai sistemi aziendali, che è il requisito su cui si gioca l'ammissibilità. Prepariamo la documentazione tecnica di nostra competenza. La perizia asseverata, la certificazione contabile e la valutazione fiscale spettano a un tecnico abilitato e al tuo commercialista: noi non ci sostituiamo a loro.

Pagina informativa aggiornata al 5 ottobre 2026, verificata sulla scheda ufficiale del MIMIT dedicata al Nuovo Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento, sul decreto interministeriale del 7 maggio 2026 e sull’articolo 7 del decreto-legge 38/2026. Aliquote, elenchi dei beni e requisiti sono definiti dalla normativa: fa fede esclusivamente il testo di legge e la documentazione ufficiale, che vanno verificati con il proprio consulente prima di ogni decisione di investimento. DigyMarketing è un fornitore di servizi digitali, non presta consulenza fiscale e non garantisce l’ottenimento dell’agevolazione.

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Nessun impegno e nessun costo: se il progetto non regge il requisito di interconnessione, te lo diciamo prima di iniziare.

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