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Attiva per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 Aggiornato al 2 settembre 2026

Iperammortamento 2026: quali software rientrano davvero (e perché il tuo sito no).

Se stai cercando Transizione 5.0, il nome ufficiale MIMIT è oggi «Nuovo Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento»: non è un semplice cambio di etichetta, è una misura nuova istituita dai commi 427-436 della legge di bilancio 2026, che sostituisce i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Il software è agevolabile, ma dentro un elenco a maglie strette e con una condizione che blocca molti progetti. Qui trovi cosa rientra, cosa no e cosa serve per dimostrarlo.

Prima cosa: il nome è cambiato

Il MIMIT lo scrive senza giri di parole: l’Iperammortamento è «la nuova misura con cui, in continuità con i Piani Transizione 4.0 e 5.0, si sostiene il processo di trasformazione digitale ed energetica del sistema produttivo nazionale», e interviene «in sostituzione dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0».

Cambia anche il meccanismo, e non è un dettaglio: non è più un credito d’imposta ma una maggiorazione del costo deducibile. Il vantaggio si realizza in dichiarazione dei redditi, non con un accredito.

Cosa rientra e cosa no, dalla parte del software

L’elenco dei beni immateriali è intestato a «software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione digitale delle imprese». È prevalentemente industriale, ma alcune voci riguardano davvero il lavoro di un fornitore digitale.

RientraNon rientra
Sistemi di gestione della supply chain, anche per e-commerceSito web aziendale
Piattaforme di logistica con integrazione dei serviziLanding page e pagine di vendita
Cybersecurity con monitoraggio continuo e detection and responseSEO e posizionamento
Intelligenza artificiale generativa applicata a processi e documentazioneCampagne pubblicitarie e advertising
Agentic AI per orchestrare flussi di lavoroGrafica e contenuti
Process mining per mappare e ottimizzare i processiSocial media
Piattaforme low-code e no-code per automazioni e dashboard operative

Detto chiaramente

Nell’elenco dei beni immateriali non compare nulla su siti web, landing page, SEO o advertising. Se un fornitore ti dice che il tuo sito rientra nell’Iperammortamento, ti sta esponendo a un problema in sede di controllo. La parte del nostro lavoro che può rientrare è quella legata ai processi e ai sistemi, non quella legata alla comunicazione.

Le quattro condizioni che decidono l’ammissibilità

  • Interconnessione. La legge richiede che i beni siano «interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura». È il requisito che blocca più progetti: un software isolato, che non scambia dati con i sistemi aziendali, difficilmente regge. Va progettato così dall’inizio, non adattato dopo.
  • Beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. Il comma 427 della legge 199/2025 subordina espressamente la maggiorazione a investimenti «in beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo». È un requisito di legge, non un dettaglio: va verificato sul fornitore prima di firmare.
  • Comunicazione preventiva al GSE. L’accesso passa interamente da una procedura telematica al GSE, con piattaforma operativa dal 12 giugno 2026: una comunicazione preventiva per ciascuna struttura produttiva, con tipologia e ammontare degli investimenti e data prevista di interconnessione, e una comunicazione di completamento dopo l’avvenuta interconnessione. Chi investe senza aver comunicato prima resta fuori.
  • Prova documentale. Il MIMIT indica che «l’effettività e la conformità degli investimenti sono comprovate da una perizia tecnica asseverata e da una certificazione contabile». I due documenti sono cumulativi, non alternativi, e sono entrambi a pagamento: su investimenti piccoli vanno messi nel conto della convenienza.

Quanto vale

Il decreto interministeriale del 7 maggio 2026 fissa la maggiorazione al 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, al 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni, al 50% oltre 10 e fino a 20 milioni. Al software non si applica un’aliquota ridotta rispetto ai beni materiali.

Il vantaggio non arriva tutto nell’anno dell’acquisto: è una maggiorazione del costo «con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria», quindi si distribuisce lungo il piano di ammortamento del bene.

Chi resta fuori: il comma 428 esclude le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale (anche solo con procedimento in corso), e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del d.lgs. 231/2001.

Cosa facciamo noi, e cosa no

Realizziamo la parte software dell’investimento e la progettiamo perché sia effettivamente interconnessa ai sistemi aziendali: è l’aspetto su cui si gioca l’ammissibilità e va deciso prima di scrivere una riga di codice. Prepariamo la documentazione tecnica di nostra competenza.

Quello che non facciamo: la perizia asseverata spetta a un tecnico abilitato, la certificazione contabile e la valutazione fiscale al tuo commercialista. Non promettiamo l’esito e non firmiamo documenti che non ci competono. Se il tuo progetto non regge il requisito di interconnessione, te lo diciamo prima di iniziare.

Progetti come quelli finanziabili, già realizzati

Il tipo di intervento che i bandi digitalizzazione coprono — piattaforme, portali, gestionali, siti orientati alla conversione — è il nostro lavoro quotidiano. Quattro esempi documentati:

Il voucher copre proprio questo tipo di software: se sai già cosa ti serve, guarda i gestionali su misurastrutture ricettive, agenzie immobiliari, ristoranti, academy e corsi, scuole paritarie e e-commerce — oppure l'e-commerce su misura.

Domande frequenti

Che fine ha fatto Transizione 5.0?

È stata sostituita. Il MIMIT scrive che l'Iperammortamento è "la nuova misura con cui, in continuità con i Piani Transizione 4.0 e 5.0, si sostiene il processo di trasformazione digitale ed energetica del sistema produttivo nazionale", e che interviene "in sostituzione dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0". Se stai cercando Transizione 5.0, la misura che ti riguarda oggi si chiama così.

Quanto dura la finestra?

L'agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. È una finestra lunga: a differenza dei voucher camerali non c'è una corsa di pochi giorni, ma questo non toglie che la perizia e la documentazione richiedano tempo.

Il software rientra?

Sì, ma dentro un perimetro preciso. La misura riguarda beni materiali e immateriali strumentali nuovi ricompresi negli allegati alla legge n. 199/2025, che sostituiscono e aggiornano i vecchi allegati della legge 232/2016. L'elenco dei beni immateriali è intestato a software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione digitale: è un elenco a maglie strette e prevalentemente industriale.

Il mio sito web o le campagne rientrano?

No, e conviene saperlo subito. Nell'elenco dei beni immateriali non compare nulla che riguardi siti web, landing page, SEO o advertising. Chi ti dice il contrario ti sta esponendo a un problema in sede di controllo. Rientrano invece piattaforme e sistemi legati ai processi: gestione della supply chain anche per e-commerce, logistica integrata, cybersecurity con monitoraggio continuo, intelligenza artificiale generativa e agentica applicata ai processi, process mining, piattaforme low-code per automazioni operative.

Qual è la condizione che blocca più progetti?

L'interconnessione. La legge richiede che i beni siano "interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura": non basta che il software sia nuovo e utile, deve dialogare con i sistemi aziendali. Un gestionale isolato che non scambia dati con nulla difficilmente regge questo requisito.

Che documenti servono?

Il MIMIT indica che "l'effettività e la conformità degli investimenti sono comprovate da una perizia tecnica asseverata e da una certificazione contabile". Sono due documenti che costano tempo e denaro: vanno messi in conto nella valutazione di convenienza, soprattutto su investimenti piccoli.

Quanto vale il beneficio?

Il decreto interministeriale del 7 maggio 2026 determina il beneficio nella misura del 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni, e del 50% oltre 10 e fino a 20 milioni. È una maggiorazione del costo deducibile, non un contributo in denaro: il vantaggio si realizza in dichiarazione, non sul conto corrente.

Voi cosa fate?

Realizziamo la parte software dell'investimento e la progettiamo perché sia effettivamente interconnessa ai sistemi aziendali, che è il requisito su cui si gioca l'ammissibilità. Prepariamo la documentazione tecnica di nostra competenza. La perizia asseverata, la certificazione contabile e la valutazione fiscale spettano a un tecnico abilitato e al tuo commercialista: noi non ci sostituiamo a loro.

Pagina informativa aggiornata al 2 settembre 2026, verificata sulla scheda ufficiale del MIMIT dedicata al Nuovo Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento. Aliquote, elenchi dei beni e requisiti sono definiti dalla normativa: fa fede esclusivamente il testo di legge e la documentazione ufficiale, che vanno verificati con il proprio consulente prima di ogni decisione di investimento. DigyMarketing è un fornitore di servizi digitali, non presta consulenza fiscale e non garantisce l’ottenimento dell’agevolazione.

Verifica ammissibilità gratuita

Compila in 60 secondi: ti rispondiamo entro 24 ore lavorative con l'esito preliminare e, se il progetto rientra, il preventivo conforme da allegare alla domanda.

Nessun impegno e nessun costo: se il progetto non rientra nel bando, te lo diciamo chiaramente.

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