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Strumento gratuito

Calcolatore ROI Google Ads: scopri se la campagna ti fa guadagnare

Inserisci budget, costo per clic, tasso di conversione, valore del cliente e margine: vedi subito clic, conversioni, costo per conversione, ROAS e ROI, e soprattutto il CPA massimo che puoi pagare prima di andare in perdita.

Il calcolo avviene nel tuo browser: i numeri che inserisci non vengono inviati a nessuno.

I tuoi numeri

I valori già inseriti sono un esempio inventato per vedere come funziona lo strumento: non sono medie di settore né risultati attesi. Sostituiscili con i tuoi, riferiti a un mese e al netto dell'IVA.

Il budget che dai a Google in un mese, in euro.
Cosa conosci del traffico?
In Google Ads è la colonna «CPC medio». I clic stimati sono la spesa divisa per il CPC.
Conversioni su cento clic. Conta solo le azioni che portano soldi: acquisti, richieste di preventivo, chiamate qualificate.
Quanto incassi in media da un cliente, IVA esclusa. Se torna a comprare puoi usare il valore nel tempo, ma con prudenza.
Quanto ti resta di ogni euro incassato dopo aver pagato prodotto o servizio, prima della pubblicità.
Opzioni avanzate (facoltative)
Se la conversione è una richiesta di contatto e non una vendita, indica quante richieste su cento diventano clienti. Lascia 100 per un e-commerce.
Gestione, strumenti, landing page: quello che paghi oltre al budget dato a Google. Entra nel ROI e nell'utile, non nel ROAS.

Risultati stimati in un mese

Con i valori di esempio ogni conversione costa 50,00 € e puoi pagarne al massimo 80,00 € prima di andare in perdita.

  • Clic stimati667
  • Conversioni20
  • CPA (costo per conversione)50,00 €
  • Ricavo4.000,00 €
  • ROAS (ricavo ÷ spesa)4,00 (400%)
  • ROI (sul margine)60%
  • Utile o perdita del mese600,00 €

Il tuo punto di pareggio

  • CPA massimo sostenibile80,00 €
  • CPC massimo sostenibile2,40 €
  • ROAS di pareggio2,50

Soglie calcolate sulla sola pubblicità: oltre queste cifre ogni conversione ti costa più di quanto ti lascia. Gli altri costi vanno coperti dall'utile.

È una stima su valori medi: nella realtà CPC e tasso di conversione cambiano di settimana in settimana. Valori arrotondati.

Le formule che usa il calcolatore
  1. Clic = spesa ÷ CPC medio (oppure, se inserisci i clic, CPC medio = spesa ÷ clic)
  2. Conversioni = clic × tasso di conversione
  3. Clienti = conversioni × quota di contatti che diventano clienti
  4. CPA = spesa ÷ conversioni
  5. Ricavo = clienti × valore medio
  6. ROAS = ricavo ÷ spesa pubblicitaria
  7. Margine generato = ricavo × margine
  8. Utile del mese = margine generato − spesa − altri costi
  9. ROI = utile ÷ (spesa + altri costi) × 100
  10. CPA di pareggio = valore medio × margine × quota di contatti che diventano clienti
  11. CPC massimo sostenibile = CPA di pareggio × tasso di conversione
  12. ROAS di pareggio = 1 ÷ margine

Quando un valore non si può calcolare (per esempio con zero conversioni non esiste un costo per conversione) il risultato mostra un trattino invece di un numero. Le conversioni si mostrano arrotondate al decimo: sotto 0,1 al mese contano come zero. Puoi scrivere i numeri all'italiana (1.250,50) o all'inglese (1,250.50): se ci sono sia punti sia virgole, l'ultimo separatore è quello dei decimali.

Come leggere i risultati

Parti dal riquadro del punto di pareggio, non dal ROAS. Il CPA massimo sostenibile ti dice quanto puoi spendere in pubblicità per ottenere una conversione senza rimetterci: è il valore medio del cliente moltiplicato per il margine e per la quota di contatti che diventano clienti (100% se vendi online). Poi confrontalo con il CPA stimato. Se il CPA della campagna sta sotto la soglia, ogni conversione ti lascia qualcosa; se la supera, più la campagna vende e più perdi.

Con i valori di esempio una conversione costa 50 € e ne puoi pagare fino a 80 €: la campagna si ripaga e lascia 600 € di utile nel mese. Cambia un solo numero alla volta e guarda cosa si muove: è il modo più rapido per capire quale leva pesa di più nella tua situazione.

ROAS e ROI non sono la stessa cosa

Il ROAS (ritorno sulla spesa pubblicitaria) divide il ricavo per il budget dato a Google. È il numero che Google Ads mostra quando tracci il valore delle conversioni, ed è comodo, ma non sa nulla dei tuoi costi. Il ROI invece parte dal margine: sottrae la pubblicità e gli altri costi della campagna e divide il risultato per quanto hai investito.

Un esempio con i numeri dello strumento. ROAS 4 vuol dire che per ogni euro speso tornano 4 euro di ricavo. Con un margine del 40% quei 4 euro diventano 1,60 € di margine: tolto l'euro di pubblicità restano 60 centesimi, cioè un ROI del 60%. Con lo stesso ROAS e un margine del 20%, i 4 euro diventano 80 centesimi: ogni euro speso ne perde 20, ROI negativo del 20%. Stesso ROAS, risultato opposto.

Per questo il calcolatore mostra anche il ROAS di pareggio, che è 1 diviso il margine: con un margine del 40% serve un ROAS di almeno 2,5, con il 20% ne serve almeno 5. Chiedersi se un ROAS è buono senza conoscere il margine non ha risposta.

In Google Ads il ROAS è la colonna «Valore conv./costo» ed è la base della strategia di offerta ROAS target; il CPA è la base del CPA target. Lo spiega la Guida di Google Ads: offerte basate sul ROAS target e offerte basate sul CPA target.

Perché il CPA di pareggio conta più del CPC

Il costo per clic è il numero che si guarda di più, e spesso quello che dice di meno. Il CPC massimo che puoi permetterti è il CPA di pareggio moltiplicato per il tasso di conversione: nell'esempio 80 € × 3% = 2,40 €. Se la pagina di destinazione convertisse al 6% invece che al 3%, con lo stesso cliente potresti pagare il clic fino a 4,80 €.

Un CPC basso quindi non è per forza un buon segno. Un clic da 0,50 € che converte allo 0,5% ti costa 100 € per conversione, il doppio di un clic da 1,50 € che converte al 3% (50 €). Prima di inseguire clic più economici, conviene chiedersi quanto vale un cliente e quanto converte il sito: sono le due leve che alzano il tetto che puoi pagare.

Gli errori più comuni

  • Usare il fatturato al posto del margine. Con il solo ricavo ogni campagna sembra in attivo. Il pareggio si calcola su quello che ti resta, non su quello che incassi.
  • Contare come conversioni azioni che non portano soldi. Negli account che controlliamo capita di trovare tra le conversioni la visita a una pagina o un clic qualsiasi: il tasso di conversione si gonfia e il CPA sembra più basso di quello vero. Prima di fidarti dei numeri, verifica cosa stai contando; se serve, parti da una verifica dei tracciamenti.
  • Trattare ogni contatto come un cliente. Se vendi servizi, la conversione è una richiesta, non un incasso. Usa le opzioni avanzate per indicare quante richieste chiudi: il costo per cliente può essere molto diverso dal costo per contatto.
  • Gonfiare il valore del cliente. Usare il valore nel tempo è corretto se i clienti tornano davvero; usarlo sulla base di speranze porta a pagare clic che non rientreranno mai.
  • Giudicare su numeri troppo piccoli. Con 20 conversioni al mese, 4 in meno portano il CPA da 50 a 62,50 €. Pochi giorni di dati non bastano per decidere di spegnere o raddoppiare una campagna.
  • Dimenticare gli altri costi. Gestione, strumenti e tempo commerciale non compaiono nel ROAS, ma pesano sull'utile. Inseriscili nelle opzioni avanzate per vedere il ROI reale.

Se vuoi approfondire come abbassare il costo per acquisizione, trovi una guida sul blog: CPA: cos'è e come ridurlo.

Se i numeri non tornano

Un risultato in perdita non vuol dire che Google Ads non faccia per te: vuol dire che almeno una delle leve è fuori posto. Le strade sono quattro: alzare il tasso di conversione della pagina, alzare il valore medio del cliente, migliorare la qualità del traffico escludendo le ricerche che non comprano, oppure spostare budget su un canale diverso. Il calcolatore ti mostra quale di queste sposta di più il tuo pareggio.

Vuoi un secondo parere sui tuoi numeri?

Il calcolatore è uno strumento di DigyMarketing, agenzia Google Partner fondata da Salvatore Sansone (profilo pubblico verificabile). Possiamo guardare insieme il tuo account e capire da quale di queste leve conviene partire, oppure se Google Ads è il canale giusto per la tua attività. Scopri come lavoriamo sulla gestione delle campagne Google Ads e sulla lead generation.

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Domande frequenti sul ROI di Google Ads

Qual è la differenza tra ROAS e ROI?

Il ROAS divide il ricavo per la spesa pubblicitaria e non sa nulla dei tuoi costi. Il ROI parte dal margine: sottrae la pubblicità e gli altri costi della campagna e divide il risultato per quanto hai investito. Un ROAS alto con un margine basso può nascondere una perdita, per questo il calcolatore li mostra entrambi.

Che cos'è il CPA di pareggio?

È il costo massimo che puoi pagare per una conversione senza perderci: valore medio del cliente per margine, per la quota di contatti che diventano clienti. Se il CPA reale della campagna resta sotto questa soglia, la pubblicità si ripaga; se la supera, ogni conversione in più aumenta la perdita.

Qual è un buon ROAS per Google Ads?

Non esiste un valore buono per tutti, perché dipende dal margine. Il ROAS di pareggio è 1 diviso il margine: con un margine del 50% serve un ROAS di almeno 2, con un margine del 20% ne serve almeno 5. Un ROAS che per un'attività è ottimo, per un'altra con margini più stretti è una perdita.

Che tasso di conversione devo inserire?

Quello misurato sulle tue campagne o sul tuo sito negli ultimi mesi, contando solo le azioni che portano davvero soldi: acquisti, richieste di preventivo, chiamate qualificate. Se non lo conosci, prova più valori: vedrai quanto cambia il risultato e capirai quanto conta misurarlo bene prima di aumentare il budget.

Il calcolatore tiene conto del costo di gestione della campagna?

Sì, se lo inserisci nelle opzioni avanzate, nel campo degli altri costi mensili: lì va tutto quello che paghi per far funzionare la campagna oltre al budget dato a Google, come gestione, strumenti e landing page. Il CPA e il ROAS di pareggio restano calcolati sulla sola pubblicità; ROI e utile del mese tengono conto anche degli altri costi.

I numeri che inserisco vengono salvati o inviati?

No. Il calcolo avviene nel tuo browser e i numeri non lasciano la pagina. Vengono inviati solo se scegli di copiarli nel modulo di contatto in fondo alla pagina e lo invii tu.

Posso usarlo anche per Meta Ads o altre piattaforme?

Sì. Le formule valgono per qualsiasi canale in cui paghi a clic: cambiano solo i numeri da inserire, che devi prendere dal gestore di annunci della piattaforma che usi.

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